IL MOVIMENTO SEBLISTA

E' questo il nome che Maxs Felinfer ha dato, negli anni sessanta, al movimento artistico da lui creato e che ha definito, o "disegnato", nei due "Manifesti Seblisti", quello del 1967 e quello del 1975.
Seblismo perché è una parola che non significa niente, che non lega l'arte e il pensiero dell'artista ad alcun elemento conosciuto, già definito, già strutturato. Il Seblismo ridefinisce l'arte, le conferisce nuove libertà, la identifica con l'uomo e il suo ancestrale bisogno di esprimersi, di raccontare e raccontarsi; il Seblismo pone l'arte al servizio dell'uomo, come strumento per comunicare, per esprimersi, per crescere.
Il Seblismo non ha regole, non definisce tecniche, non impone limiti di stile o di genere: libera la creatività, la stimola, la valorizza come elemento iniziatico che fa di ogni essere umano un artista.
Patricia Mònica Vena (Scrittrice) (Italia)

IL SEBLISMO

1969 - Il primo manifesto Seblie
Ho avuto l'urgenza di dire... ho sentito che al di là della mia ragione c'erano altri contenuti ancestrali... ho utilizzato delle forme che al di fuori della mia volontà, acquisiscono senso come linguaggio per esprimere quei richiami dell'inconscio. Per questo , non mi attengo a nessuna formula. Seblie è la liberazione delle mie proprie restrizioni e non una meccanica per richiudere di nuovo con altri limiti quel grido che abbiamo l'urgenza di esprimere.
- Seblie è calore per crescere, è lucidità, caos; è arrivare ai limiti dell'irrazionale. E' tutto quello che emerge dal luogo interiore che A. Breton chiamava "il punto comune delle cose incoerenti": quelle cose dissonanti al nostro sentire abituato all'esteriorità, alla superficialità, a una visione obiettiva, perché forse ormai sentiamo con il battito del mondo quotidiano, seppellendo il piccolo mondo delle cose quasi incomprensibili, belle o terribili, però infinitamente pure.
Maxs Felinfer

1975 - Il secondo manifesto Seblie
Un'opera d'arte è in se stessa ed è caratterizzata dagli elementi circostanziali: tempo, epoca, spazio e tecnica, i quali però non la elevano al di sopra del suo contenuto, ma agiscono piuttosto sul fatto percettivo. L'opera, originata negli aspetti profondi dell'essere, è imparentata con il fenomeno che produce, nell'arte pitorica la forma visiva. Altrimenti non ci sarebbe un riscontro, lasciando l'opera ridotta a un buio artificio illeggibile, dove rimarrebbe il solo fenomeno. L'aspetto formale sarebbe fine a se stesso. Sovente accade che un fenomeno, in questo caso la forma visiva, è così attraente che sembra portare con sé un contenuto che in verità non esiste. E' questo l'errore in cui potrebbero cadere i "fautori" d'arte, combinando elementi che appartengono alla simbologia generalmente accettata, per realizzare bellezza, tragedia o meno ancora. Il seblismo invece è un atteggiamento non circostanziale, datosi che il contenuto, come manifestazione dell'anima umana, oltrepassa ogni parametro prestabilito di corrente, modalità o moda. L'opera seblista si avvale di ogni linguaggio tangibile, generando con ciò delle modalità che rendono possibile l'esternazione di quanto soggiacce nell'essere, con connotazioni più ancestrali che razionali, mentre i modi culturali socialmente riconosciuti e incorporati, distano da Seblie quanto il vissuto dista dalla matematica. L'opera d'arte deve avere propositi liberatori, deve tentare di prolungare la creatività nei suoi stadi originali senza castrare la sua purezza, dando luogo così a un contatto fra coloro in cui si svegliano vissuti analoghi.
Maxs Felinfer

IL GRUPPO SEBLIE
E' una delle espressione dell'Associazione Culturale Seblie, quella che mette in pratica i principi del movimento seblista e lo presenta al pubblico.
Il gruppo lavora sulle sensazioni, esperimentando diverse situazioni, approfondendo la conoscenza delle diverse reazioni a determinati stimoli, per poi realizzare delle performances artistiche nelle quali il pubblico non è un mero spettatore, ma parte integrante dell'evento.
Gli integranti del gruppo Seblie, ognuno nella propria disciplina artistica, ma anche interagendo con quelle degli altri (ci sono musicisti, poeti, fotografi, operatori video, attori, ballerine, pittori), ricercano e ricreano sensazioni, applicandole ai più svariati argomenti.
Non si tratta di un gruppo teatrale, anche se nei loro lavori ci sono momenti recitativi, nè di un gruppo musicale, anche se la musica è una componente importante nelle loro performances.
La principale caratteristica delle performances del gruppo è il coinvolgimento del pubblico, il quale viene sollecitato a vivere in prima persona l'esperienza proposta, riuscendo così a recepire il messaggio in maniera più diretta e "viva".

BIBLIOGRAFIA:
"Maxs Felinfer su temática pictórica" Hector Paruzzo - Edizioni "La Ventana" 1983 - Rosario - Argentina
"Maxs Felinfer sua temática pictórica" Hector Paruzzo - Editoriale Beijaflor" 1983 - Curitiba - Brasil
"Seblie un lenguaje" Maxs Felinfer - Edizioni "La Ventana" 1984 - Rosario - Argentina
"Seblie il ruolo dell'arte" P.Vena - R.Lucianetti - A.Piergallini Edizioni NGC" 2005 - Ascoli Piceno - Italia
"Seblie un linguaggio" Maxs Felinfer - Edizioni NGC" 2006 - Ascoli Piceno - Italia

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