IO, LEI, IL VICINO ED ALTRI ANCORA



Ho aspettato tutta la vita per dirlo e questo è molto tempo ...

... ho aspettato il momento in cui fosse possibile dirlo e, anche se non sembra vero, il momento più adatto è quello in cui ormai non è più necessario raccontarlo a nessuno ...

... quando fa lo stesso restare in silenzio.
Perció oggi che sono giá stato flagellato, maltrattato, negato, applaudito, ammirato, venerato ...

... invidiato ...
... amato ed odiato, mi viene in mente di dirlo come se fosse rivolto a Lei. In realtà è un modo per esprimere i miei vissuti. Perché quelle cose che avrei detto allora, prima del tempo, L'avrebbero trovata certamente a favore o contro. Ma ora... ora...

... come dire a quell'altro io ...?
... come dire a Lei ...?

... che ognuno sa quello che sa e dirlo di nuovo sembra ripetere qualcosa di sottinteso che invece nessuno ha inteso?

Tutto il mondo sa e ... non gli diciamo nient'altro di quel che sa. Perché l'enfasi che metterà nel mostrare quanto sa, cancellerá il senso stesso di quello che si voleva dire.
Perché tutto il mondo sa di poveri, ricchi, credenti, atei, malvagi, buoni, saggi, sensibili, insensibili ...

... sarebbe stupido dire ora a Lei che La stanno derubando, proprio mentre guarda, complice e innocente, "il suo televisore", quello a colori che comprò con tanto sacrificio; affinché Le tolgano ...

... il tempo ...
... la libertà ...
... la sensibilità ...
... il denaro, la comunicazione ...

... nello stesso tempo in cui Le trasformano il nucleo familiare in un gruppo di solitari assorti ... in cui la solitudine viene riempita con una masturbazione infruttuosa, che dura fino alla fine dell'ultima trasmissione ...
... e quella angoscia che continua ...
... e quel disturbo quasi fisico ...

... ma certo, sì, sì, certo che Lei lo sa e lo fa perché vuole, perché ha la libertà di farlo.

Certo.

Certo.

Ma, come facciamo noi due, io e Lei che lo sappiamo, a dirlo al vicino che non lo sa? O forse lo sa, ma ... come facciamo noi tre che lo sappiamo a spiegarlo all'altro vicino che non ...?

Va bene, certo ...

... certo.

E' così difficile dirci tra di noi quello che ci farebbe buttare il televisore dalla finestra, ed evitare che ci rubino il tempo, la sensibilità, la comunicazione, il denaro ...

ed avanzerebbe così tanto tempo!

Ognuno lo sa e un giorno dissi al vicino che la guerra era un affare infame, che noi avevamo ideali mentre loro distruggevano il contenitore che conteneva gli ideali, affinché potessero esserci eroi, e più ideali, e più tecnologia, e televisori migliori ...

ecco ...
certo,

è impressionante il progresso che si produce con le guerre ...

... e questo tutti lo sanno e non è lo stesso ascoltare la radio a galena tra una scarica e l'altra, che vedere quel sedere giovane e bello con cui la pubblicità ci promette di rubarci il denaro, il tempo, la libertà ...
... e, chiaramente, non tocca mai a noi quel sedere giovane e appetitoso ...

... come neanche alla signora tocca il biondo coi baffi, mentre strofina i pavimenti.

Ma certo, questo non è una novità e la guerra continua ad essere un brillante affare che porta progresso e un giorno, Signora, Signore,vi toccherà fare il funerale a vostro figlio mentre un'altra signora guarda i baffi e un altro signore guarda il sedere nel televisore più moderno.

Certo, certo ...

... tutto questo è già stato detto e tutti lo sappiamo, non è niente di nuovo.

Se non fosse perché cambia il tappeto e toglie i fiori quando è ormai uscita la sposa ricca e quella povera deve entrare, la Chiesa sarebbe la scappatoia ideale.

Io credo che la più vecchia e sofisticata invenzione è Dio ...

sì, Dio.
Naturalmente il problema è questo fatto del tappeto e dei fiori!

Ma ... tutti sappiamo che se non ci fosse Dio che mitiga i dolori delle vittime della guerra che si vede e di quella che non si vede, cosa faremmo? cosa farebbe l'essere umano?

Sissignore ... sappiamo tutti che deve esserci un Dio ...

... e della gente che difenda Dio ...

... che lotti e ammazzi per quel Dio.

Sissignore, deve esserci, perché ci siano molti sederi che appaiano caldi come il desiderio stesso.

Sissignore.

Devono esserci televisori più moderni perché il Papa pronunci il discorso di Pasqua e la gente si emozioni e pianga, e abbia la speranza e la fiducia che un giorno finirà ...

... no, no, non Dio, ... la guerra.

Sissignore, la guerra che non può finire, perché bisogna che ci siano televisori più moderni; sissignore.
Credo che il problema grave è, e tutti lo sappiamo, la droga; sì, la droga.

Tutti lo sappiamo.

Un signore che sapeva molto più di me sull'argomento, mi parlò dello sforzo enorme dei governi per sradicare la droga.

Sissignore, tutti sappiamo che è intollerabile che la gestione clandestina di questo veleno distruttore dell'umanità pensante sia in mano a una percentuale così alta di persone, sissignore ...

è troppo ...

troppo.

I poteri stanno lottando tramite le forze dell'ordine perché questo non succeda ...

...

perché tutti sappiamo che la distruzione delle menti non deve essere nelle mani di chiunque!

Inoltre, è incredibile che restiamo sordi alla voce della Chiesa che ci protegge chiedendoci in cambio di rivolgere il volto verso Dio e non ascoltare il richiamo che ci devia verso la droga e il sesso, quel cruento flagello.

Lei lo sa, e non è necessario che io glielo dica: bisogna essere casti di spirito, affinché le cannonate del progresso squartino carne pura e l'anima arrivi presto in cielo! Ma poi Lei l'ha visto in televisione ...
… le armi sono purificate con l'acqua benedetta.

E la bandiera,
la patria.

Quanta emozione quando il proprio figlio sfila e giura!

Sì, giuro!

Tutti sappiamo quanto sia bene avere fede, ideali, famiglia, patria e un televisore con un sedere e un baffo ...

e poi masturbarsi fino a vedere lo schermo vuoto, dopo l'ultima trasmissione.

Dopo,

dopo diciamo la preghiera e dormiamo in pace; perché sappiamo che non c'è niente di meglio che dormire nelle braccia di Dio, con la conscienza tranquilla ...

... ecco ...

... con la coscienza tranquilla ...

... certo ...

... non c'è niente di meglio di una preghiera mentre altri

rubano,
truffano,
torturano,
uccidono,
si masturbano,
mentono,
si drogano,
violentano,
muoiono,
distruggono ...

... certo.

Uno sa che non c'è niente di meglio che sapere e poi dormire con la coscienza tranquilla.

Tutti conosciamo la vecchia storiella dei paesi comunisti e di quelli capitalisti. Ci raccontavano che nei paesi comunisti si viveva meglio e che i comunisti che vivevano nei paesi comunisti sapevano ...

... certo ...

... e dormivano con la coscienza tranquilla ...
... e avevano un televisore ...
... e non avevano droghe, e non fabbricavano armi, e non sottomettevano altri paesi, e non uccidevano chi non la pensava come loro ...

... certo ... certo ...

... e i paesi capitalisti dormivano con la coscienza tranquilla.

Certo.

E noi?
Certo.

Certo, chi sono io per dire a Lei tutto quello che Lei sa già e non c'è nessuna novità. Poi Lei lo fa perché vuole ...

... e lo sa perché l'ha visto al cinema ...
... e lo ha dimenticato.

... e l'ha letto in un libro straziante ...
... e lo ha dimenticato.

... e l'ha imparato con la tragedia del vicino ...
... e lo ha dimenticato.

e l'ha fatto ...
... ed è stato necessario dimenticarlo.

Come posso dirLe io ciò che Lei sa meglio di me?

Psst ...
... Signore ...
... mi scusi.

Signore ...
... sì, sì, a Lei Signore ...

... mi scusi, non volevo disturbarLa ...

Psst ...
... Signore ...

... scusi ...

... Signore ...

... scusi ...
Signore, mi scusi, Signore, mi scusi, Signore, mi scusi ...

... mi scusi, Signore.

Sì, lo so. Lei anche, lo sa.

Ebbene ... dopo tutto e vedendo il lato positivo di questo mondo, che io "ammiro" profondamente, giacché non immagino un modo migliore di organizzarlo, bisogna riconoscere ...

... che se non ci fosse una televisione che idiotizzi ...

... una guerra che ammazzi ...
... una chiesa che inganni ...
... un sesso illusorio ...
... droga che distrugga ...
... ed un potere che sfrutti ...
... cosa faremmo noi, vicini che lo sappiamo, con la nostra paura e con la nostra speranza che sia diverso?

Ecco ...
... diverso ...

Psst ... Signore ...

... sì, a Lei, immagina in quale modo potrebbe essere diverso?

Scusi ...

... io non sapevo che Lei sapesse in quale modo potesse essere diverso ...

... certo ...
... adesso ricordo che tutti sappiamo che se questo fosse diverso, così come dice Lei, sarebbe meglio.

Certo, sarebbe diverso ...
... migliore ...
La cosa più importante è che tutti sappiano ... tutti sappiano in quale modo potrebbe essere diverso ...

... però, certo ...
... sarebbe così triste restare senza il televisore ...
... si, infatti ...
... senza quel bel sedere e senza quei baffi.
Sarebbe così triste dormire con la coscienza davvero tranquilla ...

Così noioso ...

... così ...

Ma certo, a cosa serve dirlo ...

... se Lei lo sa già ...

Psst, Signore ...

... scusi.

... scusi.


MAXS FELINFER

maxs.pat@tmaxstudio.it

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