Per riflettere  


Quando Colombo, all'alba del 12 ottobre 1492, incontrò i primi indigeni nella piccola isola dei Caraibi da lui battezzata San Salvador questo avvenne: l'umo incontrò se stesso e non si riconobbe. E' qui, in questo fallimento, il senso di quell'evento grandioso e tragico. E' naturale chiedersi che corso avrebbe preso la storia se quell'incontro non fosse fallito, se l'uomo giunto da lontano avesse riconosciuto se stesso nell'uomo nudo e inerme che si trovò davanti. La domanda è ingenua ma è proprio nel cercare le ragioni di questa ingenuità, che si è costretti a verificare i condizionamenti che resero fallimentare l'incontro. Tra questi condizionamenti c'è anche la qualità culturale degli indigeni. Essi non riconobbero, nei misteriosi ospiti, uomini pari a loro: per lo più li scambiarono, utilizzando il loro immaginario religioso, con gli dèi tornati dopo un lungo esilio.

Così potremmo definire, in modo schematico, l'equivoco da cui è dipesa la storia di questo mezzo millennio: in linea generale, gli europei considerarono gli indigeni meno che uomini, gli indigeni considerarono gli europei più che uomini.
(Ernesto Balducci)
Voi dovete insegnare ai vostri figli che il terreno sotto i loro piedi è la cenere dei nostri antenati. Affinché rispettino la terra, dite ai vostri figli che la terre è ricca delle vite del nostro popolo. Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri, che la terra è nostra madre. Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi.

Noi potremmo capire se conoscessimo che cos'è che l'uomo bianco sogni, quali speranze egli descriva ai suoi figli nelle lunghe notti invernali, quali visioni egli accenda nelle loro menti, affinché essi desiderino il futuro. Ma noi siamo dei selvaggi. Isogni dell'uomo bianco si sono nascosti. E poiché si sono nascosti, noi seguiremo i nostri pensieri.

CAPRIOLO ZOPPO, della Nazione Indiana dei Duwamish al Presidente degli Stati Uniti (1854)
Per i bianchi quello che conta è il denaro e quelli che chiamano i piaceri della vita, mentre per noi il piacere è questa vita che ci circonda, la vita è l'erba che cresce, sono quelli che ci stanno accanto, le nuvole, gli uccelli, tutte le cose vive che fanno la nostra famiglia.

Anche i bianchi spariranno, forse prima di tutte le altre tribù. Contaminate tutto e una notte vi troverete soffocati dai vostri rifiuti; dov'è finito il bosco? E' scomparso. Dov'è finita l'aquila? E' scomparsa. E' la fine della vita e l'inizio della sopravvivenza!
CAPRIOLO ZOPPO, della Nazione Indiana dei Duwamish al Presidente degli Stati Uniti (1854)


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